Il battismo è costituito da un gruppo di denominazioni cristiane riformate, nate dal protestantesimo anglosassone, che affondano le proprie radici storiche nel puritanesimo inglese del XVII secolo. 
Esso è così chiamato per la pratica del battesimo dei credenti (adulti)
I battisti sono una delle principali comunioni di chiese protestanti del mondo.

Il movimento battista condivide le affermazioni centrali della Riforma protestante (XVI secolo):

 

1) La giustificazione del peccatore per la grazia di Dio mediante la fede (SOLA GRAZIA!)

 

2) La Scrittura come unica autorità in materia di fede nella chiesa (SOLA SCRITTURA!)

 

3) Il sacerdozio universale di tutti i credenti. 
 

Per i battisti tutte le Chiese locali sono uguali fra loro e considerate parti dell’unica Chiesa fondata da Gesù Cristo.
Le chiese si autogovernano e decidono in modo autonomo la propria linea di testimonianza, pur restando unite spiritualmente.
In senso proprio non esistono Chiese battiste nazionali, né una Chiesa battista universale.
Vi sono solo associazioni e unioni di Chiese locali, i cui rappresentanti si riuniscono in assemblee generali, che hanno solo un’autorità morale e devono ricevere il consenso delle comunità locali.

L’U.C.E.B.I. (Unione Cristiana Evangelica Battista d' Italia)
riunisce oltre cento Chiese, presenti in tutte le regioni, con una settantina di pastori (uomini e donne), cinquemila membri adulti e una popolazione complessiva (compresi bambini e simpatizzanti) sulle venticinquemila unità.
Carta fondamentale dell’U.C.E.B.I. è lo statuto, che disciplina le modalità di vita dell’Unione e indica la linea comune di testimonianza e di servizio, esprimendo l’unità della fede e lasciando piena autonomia alle Chiese locali.

L'UCEBI nasce nel 1956, grazie al precedente lavoro della missione statunitense. Poco dopo viene creato, accanto all’Unione, un ente patrimoniale civilmente riconosciuto con D.P.R. del 20 gennaio 1961 e titolare dei beni.
I battisti hanno sempre predicato la separazione Stato-Chiesa e rifiutato quindi ogni ingerenza dello Stato, il “riconoscimento” in quanto confessione, è stato delegato (nei rapporti istituzionali) all’ente patrimoniale.

 

Secondo la fede battista tutti i credenti sono uguali nella Chiesa e non c’è differenza fra pastori e laici.
Il ministero pastorale può essere esercitato da uomini e donne cui è stata riconosciuta una vocazione speciale e che hanno ricevuto una preparazione biblica e teologica particolare, spesso a livello universitario.
Il pastore o la pastora presiede il culto e predica l’Evangelo (e non hanno alcun vincolo di celibato);
tuttavia una caratteristica dei battisti è la messa in pratica del "sacerdozio universale" che fa sì che la comunità locale possa riconoscere ad un(a) credente la vocazione a predicare con la possibilità di sostituire il/la pastore/a in caso di necessità.

 

Di regola chi celebra non indossa la toga e il culto è ancora più semplice di quello riformato: predicazione, letture bibliche, preghiere e inni ne costituiscono l’ossatura, ma il formato rimane libero.
Uno dei suoi momenti più significativi è la celebrazione della Cena del Signore, pasto simbolico e comune a tutti coloro che vogliono confessare la propria fede in Cristo e testimoniare la loro comunione spirituale.

 

I battisti

Dal 1977 l’U.C.E.B.I. fa parte del Consiglio Ecumenico (o Mondiale) delle Chiese.
Nel 1990 è stato sottoscritto un “Documento sul reciproco riconoscimento fra Chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia”.
La collaborazione fra battisti, valdesi e metodisti (BMV) abbraccia in Italia numerosi campi dell’azione evangelica, pastorale e culturale.

L’assemblea generale dell’U.C.E.B.I. nel 1990 ha approvato una confessione di fede comune delle Chiese battiste.
Un documento di sintesi, descrittivo, che non ha valore dogmatico vincolante ma soltanto di proposta e di riferimento per le Chiese locali.
Peraltro, fra le Chiese battiste c’è sempre stato un consenso teologico tacito, benché non definito,
e alcuni principi generalmente ammessi sono ora trascritti nella confessione di fede:
-la Sacra Scrittura come unica autorità normativa per la fede e per la vita;
-il battesimo degli adulti per immersione, dopo una confessione di fede personale;
-la Chiesa intesa come comunione dei credenti rigenerati dalla grazia, organizzata secondo il sistema congregazionalista;
-separazione fra Chiesa e Stato come garanzia di libertà religiosa, che non vuol dire impossibilità di relazioni ma
indipendenza dallo Stato intesa come libertà da ogni condizionamento.

 

In seno all’Unione operano l’assemblea generale (composta da rappresentanti di ogni comunità), che è l’organo deliberativo e si riunisce ogni due anni; il comitato, che è l’organo esecutivo ed è composto da otto membri;  e il collegio degli anziani, eletto dall’assemblea generale, cui spetta il compito di comporre le controversie.
Il 29 marzo 1993 è stata sottoscritta l’Intesa con lo Stato italiano, resa esecutiva con legge 12 aprile 1995, n. 116.
Come per altre confessioni, l’Intesa regola la concorrenza alla ripartizione della quota pari all’otto per mille del gettito IRPEF (art. 16), l’assistenza spirituale in luoghi quali carceri, ospedali e simili (artt. 5-6-7), il matrimonio.
L’Intesa riconosce anche alcuni principi peculiari dell’identità battista, in particolare la pluralità di ministeri presenti (art. 3), il riconoscimento delle Chiese locali secondo la concezione congregazionalista (art. 11), la comprensione teologica tipica dei battisti della separazione fra Stato e Chiesa